Un nuovo rapporto del FATF rileva che il sistema bancario clandestino e il sistema hawala sono canali fondamentali per i riciclatori di denaro professionali.

Evidenzia il ruolo crescente del sistema bancario clandestino, del sistema hawala e di altri fornitori di servizi simili (HOSSP) nel facilitare la finanza illecita.

Coinvolgono oltre 500 milioni di euro riciclati attraverso il sistema bancario clandestino e schemi basati sul sistema hawala in pochi mesi.

Il sistema hawala consiste in un modello di sistema bancario “informale” che prevede, sostanzialmente, la partecipazione di quattro attori: l’ordinante, cioè colui il quale vuole trasferire i fondi; il beneficiario, colui il quale riceverà da ultimo i fondi; e due hawaladar (“operatori”), che trattengono una commissione per ogni transazione portata a compimento. 

Per un migrante in partenza dal Medio Oriente verso l’Europa è una garanzia: i suoi soldi non saranno rubati; lui o lei pagherà soltanto una volta raggiunta la meta prevista, e se dovesse morire la sua famiglia potrà riavere una parte del denaro. Per i trafficanti di migranti, invece, il metodo permette di nascondere i propri guadagni alle autorità.

Gli HOSSP possano servire a scopi legittimi, nella maggior parte dei paesi la fornitura di servizi bancari clandestini o di servizi HOSSP non registrati è generalmente un reato penale e contravviene agli standard GAFI, che raccomandano ai paesi di richiedere a tali entità di essere autorizzate o registrate per fornire tali servizi.

Il rapporto evidenzia come le reti bancarie clandestine e i sistemi di trasferimento di denaro tramite hawala si siano evoluti e siano diventati sempre più associati a un servizio di “riciclaggio di denaro”;  il rapporto evidenzia come i sistemi bancari clandestini e le HOSSP (Housing and Social Services Partners) siano sempre più organizzati come strutture di tipo commerciale, con l’emergere di reti transfrontaliere professionali di riciclaggio di denaro altamente sofisticate, scalabili e gestite commercialmente.

Il GAFI mette inoltre in guardia contro il crescente coinvolgimento di avvocati, commercialisti, revisori dei conti, notai, agenti di costituzione societaria, consulenti finanziari, agenti immobiliari e operatori di casinò e di viaggi organizzati nel facilitare tali schemi. Viene inoltre evidenziata la crescente integrazione con il settore finanziario formale, poiché i riciclatori di denaro professionisti utilizzano sempre più spesso conti bancari, piattaforme fintech, fornitori di servizi di pagamento, IBAN virtuali, carte prepagate e portafogli di asset virtuali come punti di ingresso e di uscita nei cicli di riciclaggio di denaro, sfruttando le lacune normative.